“Non riesco proprio a capire perché non abbiate voluto che prendessi la mia auto per questo viaggio.”“Gabriele, non offenderti ma 180 km con la tua auto mi sembrano veramente troppi.”“Dai zio, Diabolik sarà anche bella, però due ore e mezza di viaggio sono veramente tante anche per lei, ma soprattutto per noi.”“Filippo, ne riparliamo fra qualche anno, voglio proprio vedere quando farete la patente, conoscendo le vostre madri, se vi va bene vi compreranno una piccolissima city car, allora sì che mi chiederete di prestarvi Diabolik per farvi belli con le ragazzine tedesche.”
Tra una chiacchiera e l'altra raggiungiamo Venezia, l'amico di Valentina è già lì che ci aspetta con un bellissimo motoscafo. Un dieci metri, completamente nero.
“Ciao Valentina, ben arrivati. Avete fatto un buon viaggio?”“Ciao Michele, sì, abbiamo fatto un buon viaggio. Lui è Gabriele e questi sono i suoi nipoti, Paolo e Filippo. È questo il motoscafo che ti ho chiesto?”“Sì, adesso andiamo in laguna, l'ormeggio del motoscafo è proprio vicino alla casa di tuo fratello, così sarete più comodi con gli spostamenti. Sai, è uno degli ormeggi del Pasquino, quando ha saputo che era per te, ha spostato subito la sua imbarcazione per lasciarti il posto. Però mi ha detto di dirti che questa sera siete ospiti a cena a casa sua. Non vuole sentire ragioni. Ok, adesso andiamo, salite a bordo. Ehi Valentina, vuoi guidare Lo Squalo?”“Certo che sì. Michele, solo tu potevi chiamare un motoscafo Lo Squalo.”
In meno di venti minuti raggiungiamo la nostra destinazione.
“Ormeggio perfetto, come sempre del resto.”“Grazie, Michele. Ah, dimenticavo, questa notte con tutta probabilità avremo bisogno del tuo aiuto e anche quello di Pasquino, ci vediamo da lui dopo cena?”“Nessun problema Valentina, vi raggiungo da Pasquino. Ciao, a dopo.”
Effettivamente la casa del fratello di Valentina si trova a meno di cinque minuti da dove abbiamo attraccato il motoscafo. L'appartamento si trova al quarto piano di un vecchio palazzo signorile.
“Signorina Valentina, ma che piacere rivederla. Suo fratello mi ha avvisato del suo arrivo, le prendo subito le chiavi.“Buongiorno Maria. Questi sono i miei amici, Gabriele, e i suoi nipoti Paolo e Filippo. Adesso saliamo, ci vediamo più tardi Maria.”
Mentre saliamo con l'ascensore Valentina ci spiega che Maria è la portinaia del palazzo e da che lei ricordi è sempre stata lì.
Quello che Valentina aveva chiamato appartamentino, si è dimostrato essere un attico di duecentoventi metri quadrati. Arredato in gran parte con mobili antichi, si possono scorgere qui e là alcuni pezzi di design in stile moderno. Un vero gioiello di appartamento. Valentina ci fa strada accompagnandoci nelle nostre stanze e ci dice:
Ce que Valentina avait appelé « un petit appartement » s'est révélé être un loft de deux cents vingt mètres carrés. Meublé principalement avec des meubles anciens, par endroits on peut aussi observer des éléments de design en style moderne. Un vrai bijou. Valentina nous guide, elle nous accompagne dans nos chambres et dit :
“Vi aspetto in salotto, fate con comodo. Poi usciamo per un sopralluogo e per pranzare.”“Grazie di tutto. Valentina, possiamo fidarci di Michele e Pasquino?”“Non preoccuparti, sono persone fidate. Ah, dimenticavo, che a nessuno venga in mente di raccontare barzellette o freddure sui carabinieri.”“Perché?”“Michele era un maresciallo dei carabinieri, adesso è in pensione e Pasquino, anche lui in pensione, era il suo attendente.”
Dopo trenta minuti, siamo nuovamente sul motoscafo e Valentina ai comandi, sfreccia nei canali della laguna per raggiungere il Ponte dei Sospiri.
“Ok ragazzi, eccoci arrivati. Mi tengo il più possibile vicino al muro, non voglio intralciare il traffico e farci notare da tutti quelli che passano. Controllate bene ogni pietra, quando avrete finito ci spostiamo sull'altro lato. Io cerco di non far sbattere il motoscafo contro la parete.”
“Nous voici. Je reste au maximum à coté du mur, je ne veux pas entraver le trafic et nous faire repérer par les passants. Vérifiez chaque pierre, une fois terminé nous passerons de l'autre coté. J'essaye de ne pas percuter le mur avec le hors-bord.”
Dopo un'ora e mezza non abbiamo trovato niente. Quelle pietre d'Istria erano bianche e immacolate. Nessun segno, nessuna scritta, nessun disegno.
Nel pomeriggio, dopo aver pranzato in un piccolo ristorantino vicino a Piazza San Marco, torniamo al Ponte dei Sospiri per una seconda ispezione. Altre tre ore passate a controllare le pietre che sostengono il ponte. Niente, niente di niente. Demoralizzati, facciamo ritorno all'appartamento e ci sediamo tutti e quattro in salotto.
Elaborare un piano per quello che avremmo dovuto fare quella notte era fondamentale.
Élaborer un plan pour comprendre ce que l'on aurait dû faire cette nuit devenait fondamental.
La cena a casa di Pasquino è ottima. In attesa di Michele, ci accomodiamo tutti in salotto, sorseggiando un'ottima grappa e chiacchierando del più e del meno.
“Bene, adesso che Michele è arrivato parliamo di cose serie. Io e Gabriele dobbiamo immergerci sotto il Ponte dei Sospiri. Questa notte.”“Valentina, stai scherzando?”“Pasquino, non sto scherzando, dobbiamo cercare una cosa.”“E che cosa, se è lecito chiedere?”“Non lo sappiamo.”“Vale, è una delle tue trovate?”“No, nessuna trovata. Dobbiamo immergerci. Quindi, qual è l'ora migliore per farlo senza essere visti da troppe persone?”
Silenzio, silenzio, silenzio. Finalmente Michele si decide a parlare.
“Ok, noi vi aiutiamo, MA, io scendo con voi. Conosco bene il canale, voi due no. Quindi o scendo con voi o non se ne fa niente.”“Va bene, allora, a che ora si può fare?”
“Alle due e trenta partiamo con Lo Squalo, arriviamo al Ponte dei Sospiri, noi scendiamo, Pasquino si allontana, poco più avanti il canale si allarga, lui si ferma lì. Noi scendiamo con le torce, Pasquino, solito segnale con le torce: 1 flash tutto bene, 2 flash vieni subito, niente boe di segnalazione. L'acqua è fredda e la visibilità zero. Non sarà una passeggiata.”
“A 2h30 on va avec Le Squale, on arrive au Pont des Soupirs, on descend, Pasquino s'éloigne avec le hors-bord, juste après le canal s’élargit et Pasquino s’arrête là-bas. Nous descendons avec les lampes. Pasquino, toujours égal à lui-même signale avec les lampes : 1 flash tout va bien, 2 flash viens tout de suite. Pas de bouées pour signaler notre présence. L'eau est froide et la visibilité est nulle. Ce ne sera pas facile.”
“Avete tutto quello che vi serve per immergervi o vi serve qualcosa?”“Abbiamo tutto, non preoccuparti.”“Perfetto e adesso diteci cosa dobbiamo cercare o là sotto perderemo solo del tempo e non troveremo niente.”“Valentina, credo che sia giusto raccontargli tutta la storia.”Per tutto il tempo del racconto di Valentina, dalla bocca di Michele e Pasquino non esce una sola parola. Alla fine del resoconto, Michele guarda Pasquino e gli chiede:
Pendant le récit de Valentina, Michele et Pasquino ne disent rien. A la fin, Michele regarde Pasquino et lui demande :
“Che ne pensi?”
“Non credo che abbiano inciso qualcosa sulla pietra. Ci avrebbero messo troppo tempo. Non mi convince. Per me hanno portato giù qualcosa e l'hanno ancorato al fondale.”
“Je ne crois pas qu'ils aient gravé quelque chose sur la pierre. Ils y auraient mis trop de temps. Je ne suis pas convaincu. A mon avis ils ont descendu quelque chose et ils l'ont ancré au fond du canal.”
“Sì, concordo con te. Hai presente quelle grosse catene ancorate al fondale vicino ai muri delle case, una volta salivano lungo il muro ed erano agganciate alle pareti con enormi ganci, servivano per attraccare le gondole. Alcune case le hanno ancora. Potrebbero aver legato qualcosa sul fondale dove le catene sono ancorate.”
“Oui, je suis d'accord avec toi. Tu vois ces grosses chaînes ancrées au fond du canal près des maisons, auparavant elles montaient tout au long du mur et elles étaient attachées au mur avec d’énormes crochets, elles servaient à mettre à quai les gondoles. Certaines maisons les ont encore aujourd'hui. Ils auraient pu attacher quelque chose aux chaînes ancrées au fond du canal.”
“Già, ma sotto il Ponte dei Sospiri non ce ne sono.”
“Pasquino, e se fossero state sganciate e lasciate cadere sul fondale? Secondo me vale la pena fare un tentativo. Se non troviamo niente, passeremo i prossimi mesi ad immergerci per pulire le pietre dalle alghe, nella speranza di trovare qualcosa.”
“Pasquino, et si elles avaient été décrochées et étaient tombées au fond du canal ? A mon avis il faut essayer. Si nous ne trouvons rien, nous passerons les prochains mois à nous immerger pour nettoyer les pierres des algues, en espérant trouver quelque chose.”
“Ok Michele, partiamo col cercare le catene. Amici, sono le ventitré, ci troviamo all'ormeggio dello Squalo alle due e trenta. Io e Michele dobbiamo preparare la nostra attrezzatura. A dopo.”ORE 02:30 – ATTRACCO DEL MOTOSCAFO “LO SQUALO”
Mentre io, Valentina e Michele scendiamo sottocoperta e indossiamo le mute da sub, Pasquino si mette al timone e inizia le manovre per immettersi nel canale.
Filippo e Paolo sono al suo fianco e, sebbene capisco dalle loro facce che vorrebbero fare mille domande, restano in silenzio e continuano a fissare Pasquino, il quale, con grande maestria e delicatezza fa scivolare il motoscafo sull'acqua. Malgrado il potente motore dello Squalo, procediamo lentamente.
Filippo et Paolo sont à ses cotés et, même s’ils voudraient poser plein de questions, ils restent silencieux et continuent de fixer Pasquino qui, avec beaucoup de maîtrise et de délicatesse, fait glisser le hors-bord sur l'eau. Malgré le moteur puissant du Requin, nous procédons lentement.
Raggiunto il ponte, io, Valentina e Michele dopo gli ultimi accordi scendiamo lentamente in acqua. Vediamo il motoscafo allontanarsi e fermarsi poco più avanti. Pasquino spegne il motore e tutte le luci, tranne una, servirà a segnalare la loro posizione a eventuali imbarcazioni di passaggio. Michele, con il pollice rivolto verso il basso, quasi fosse un imperatore romano, ci fa segno di immergerci.
Le pont atteint, Valentina, Michele et moi, après nous être mis d’accord, descendons dans l'eau. Nous regardons le hors-bord s'éloigner et s’arrêter un peu plus loin. Pasquino éteint le moteur et toutes les lumières sauf une, celle qui signale leur position à d'autres éventuels bateaux de passage. Michele, le pouce vers le bas comme s'il était un empereur romain, nous fait signe de descendre.
Raggiungiamo il fondale velocemente, anche con le torce la visibilità è quasi zero, le alghe poi, che sembrano danzare nell'acqua, ostacolano non poco i nostri movimenti. Come stabilito da Michele, restiamo a circa due metri di distanza uno dall'altro, raggiunto il muro della prigione, iniziamo a cercare le catene facendoci largo tra le alghe. Dopo circa dieci minuti, troviamo una catena di ferro saldamente ancorata al fondale, la ripuliamo dalle alghe, con molta attenzione controlliamo se attaccato ad uno dei suoi anelli potrebbe esserci un qualcosa che faccia pensare ad un contenitore. Niente.
Nous atteignons le fond du canal rapidement, même avec les lampes la visibilité est presque nulle et les algues, qui semblent danser dans l'eau, entravent beaucoup nos mouvements. Comme décidé par Michele, nous restons à environ deux mètres de distance l'un de l'autre, une fois arrivés au mur de la prison nous commençons à chercher les chaînes en nous frayant un chemin parmi les algues. Après environ dix minutes nous trouvons une chaîne en fer bien ancrée au fond du canal, nous enlevons les algues avec beaucoup de précaution, et nous vérifions s’il y aurait quelque chose qui ressemble à un récipient sur ses anneaux. Rien.
Passano altri dieci minuti prima di trovare un'altra catena e anche questa, come la precedente, non svela nessun mistero. Queste catene, formate da quattordici, quindici anelli, sono enormi e per controllarle attentamente ci vuole parecchio tempo. Continuiamo a cercare, nessun'altra catena si mostra ai nostri occhi. Michele si avvicina, a gesti ci fa capire che ormai siamo ben oltre il ponte e di spostarci a controllare l'altra parete, quella del Palazzo Ducale.
Après dix minutes nous trouvons une autre chaîne et celle-ci aussi, tout comme la précédente, ne dévoile aucun mystère. Ces chaînes, composées de quatorze, quinze anneaux sont énormes et pour les vérifier attentivement il nous faut beaucoup de temps. Nous continuons de chercher, nous ne retrouvons aucune autre chaîne. Michele nous approche et en faisant des gestes nous fait comprendre que nous avons largement dépassé le pont et que nous devons nous déplacer de l'autre coté du canal, vers le Palais des Doges.
Sono già passati cinquanta minuti da quando siamo entrati in acqua, il freddo ormai inizia a farsi sentire, l'adrenalina che all'inizio elettrizzava i nostri corpi ci sta abbandonando, così come la speranza di trovare qualcosa. La prima catena che troviamo sul muro del Palazzo Ducale è come le altre trovate in precedenza, niente è attaccato ai suoi anelli come speravamo. La quarta catena è molto più vicina, probabilmente su questo lato erano state ancorate molte più catene.Mentre con le mani togliamo le alghe attorcigliate agli anelli, ci blocchiamo tutti e tre e ci guardiamo. Attaccato con molti fili di ferro piuttosto grossi, un tubo cilindrico lungo circa cinquanta centimetri è lì, saldo come una roccia. Io e Valentina cerchiamo di sciogliere quel groviglio di fili, impresa impossibile. Michele ci fa cenno di aspettarlo, lo vediamo iniziare la risalita verso la superficie. Pochi secondi e Michele sparisce dalla nostra vista. Quando finalmente Michele ritorna, possiamo vedere nella sua mano, una cesoia enorme. Mi passa la torcia e inizia subito a tranciare i fili di ferro. In pochi minuti, libera il tubo di metallo da tutti gli intrecci formati con il filo di ferro, lo raccoglie e questa volta con il pollice in su, ci fa capire di risalire.
Alors que nous enlevons les algues autour des anneaux, nous nous arrêtons tous les trois et nous nous regardons. Attaché avec plusieurs fils en fer plutôt gros, un tuyau cylindrique d'environ cinquante centimètres est devant nous, solide comme un rochet. Valentina et moi, nous essayons de démêler ce nœud des fils, prouesse impossible. Michele nous fait signe de l'attendre, nous le regardons remonter vers la surface. Quelques secondes plus tard, Michele disparaît de notre vue. Quand finalement Michele revient, nous remarquons des cisailles énormes dans sa main. Il me passe la lampe et commence immédiatement à couper les fils en fer. En quelque minutes, il libère le tuyau en métal des nœuds des fils en fer, le recueille, et cette fois-ci, le pouce vers le haut, nous fait signe de remonter.
Quando usciamo dall'acqua il motoscafo è già lì che ci aspetta, noi tre scendiamo sottocoperta per toglierci le mute, Pasquino riparte e Filippo e Paolo che ci hanno seguito continuano a ripetere:
“L'avete trovato?” “L'avete trovato?” “L'avete trovato?”“Ragazzi, abbiamo trovato qualcosa, però, non è detto che sia l'indizio che stiamo cercando.”
Dopo aver ormeggiato il motoscafo, Pasquino ci guarda e dice:
“Andiamo a casa mia, la Pina ha preparato caffè e cioccolata calda per i ragazzi e credo che ci sia ancora un bel pezzo di torta che tanto vi è piaciuta ieri sera. Dopo, ci direte cosa volete fare con quel pezzo di ferro che avete trovato.”
Mentre sorseggiamo il caffè, tutti continuiamo a guardare quel pezzo di tubo.
“Per aprirlo servirà un flessibile, volete che ve lo apra? Mi serviranno sì e no due minuti.”
I lati del tubo erano stati chiusi con dei dischi di ferro molto spessi, ed erano stati saldati. Anche i fili di ferro che avvolgevano il tubo, in alcune parti, erano stati saldati al cilindro di metallo.
Les cotés du tuyau avaient été fermés avec des disques en fer très épais et avaient été soudés. Les fils en fer qui entouraient le tuyau eux aussi, à certains endroits, avaient été soudés au cylindre en métal.
“Per aprirlo servirà un flessibile, volete che ve lo apra? Mi serviranno sì e no due minuti.”
Dopo tutta quella fatica non potevamo aspettare.
Pasquino ci mette meno di due minuti per aprirlo e il suo contenuto ci lascia senza parole.
Al suo interno ci sono due fogli, sul primo foglio il disegno di una strana mappa.
Il secondo foglio è ancora più misterioso.
Pasquino ci mette meno di due minuti per aprirlo e il suo contenuto ci lascia senza parole.
Al suo interno ci sono due fogli, sul primo foglio il disegno di una strana mappa.
Il secondo foglio è ancora più misterioso.
TM 6 – 7 – 8; G 1- 2; S 27; GV 5; T 1 – 2; V 22 – 23
4.7.3.8.5.9
3.2.1.2.1.2
NELLA CRIPTA TROVERAI LA FEDE
DANS LA CRYPTE TU TROUVERAS LA FOI
4.7.3.8.5.9
3.2.1.2.1.2
Per oltre due ore, guardiamo i fogli e ognuno di noi esprime le proprie teorie al fine di trovare una soluzione ai quesiti che ci troviamo davanti. Malgrado gli sforzi, non riusciamo a decifrare gli indizi e la mappa potrebbe rappresentare la piantina di una qualsiasi abitazione, palazzo, sotterraneo o cantina. Giungiamo alla conclusione che se non riusciamo a decifrare gli indizi, posti sul secondo foglio, non capiremo mai quale luogo rappresenti la mappa.
Ormai sono le sei del mattino, siamo stanchi e pensando al viaggio di ritorno che dovremo affrontare nel pomeriggio, decidiamo di tornare all'appartamento del fratello di Valentina.
Decidiamo di dormire qualche ora. Quando ci svegliamo, l'orologio segna le quattordici e trenta, dopo un buon caffè ci prepariamo e andiamo in Piazza San Marco a mangiare qualcosa in uno dei graziosi ristorantini che la circondano.
Quando più tardi, Michele con il suo motoscafo ci accompagna al parcheggio per riprendere l'auto di Valentina, gli promettiamo di tenerlo informato sui nostri progressi.