Ore 15:30
Sono ancora a tavola con tutta la famiglia, siamo sotto il porticato e le mie sorelle dopo aver evitato di parlarmi per circa due ore, si sono decise a chiedermi quanto c'è di vero in quello che Paolo e Filippo hanno raccontato. Se mento per rendere meno preoccupante il racconto dei ragazzi e lo scoprono sono rovinato, se dico la verità sono rovinato comunque. Fortunatamente il suono del mio cellulare mi toglie dai guai. Numero sconosciuto. Resto per qualche secondo a fissarlo prima di premere il tasto “rispondi”.
Je suis encore assis à table avec ma famille, nous sommes sous le porche et mes sœurs, après m’avoir ignoré pendant environ deux heures, se décident à me demander quelle est la part de vérité dans l’histoire racontée par Paolo et Filippo. Si je mens pour rendre moins inquiétant le récit des garçons et qu’elles le découvrent, je suis mort, si je dis la vérité je suis mort aussi. Heureusement la sonnerie de mon portable me tire d’affaire. Numéro inconnu. Je le fixe quelques secondes avant d’appuyer sur la touche “répondre”.
“Gabriele, sono Valentina. Abbiamo aperto la scatola di caffè, nessuna bomba. Contiene una mappa, o meglio c'è un messaggio e sotto una mappa. Ho potuto fare solo qualche foto della mappa. L'originale l'hanno preso quelli della scientifica, vogliono analizzare la carta e vedere se trovano delle impronte. Sono in ufficio, ho stampato foto di varie dimensioni del messaggio, vengo da te vorrei mostrartele e farle vedere anche ai ragazzi, non preoccuparti per l'indirizzo, so esattamente dove abiti.”“Valentina, hai mangiato qualcosa?”“Certo, yogurt e cereali.”“Capperi che pranzo, dai vieni stiamo mangiando il dolce, ti aspetto. Ah Valentina, ricordati che sei allergica alle noci, puoi mangiare qualsiasi cosa ma niente che contenga le noci.”“Ok, Gabriele, non capisco ma seguirò il tuo consiglio anche se non sono allergica alle noci.”
Dopo 10 minuti il rombo della moto mi fa capire che Valentina è arrivata. Una cosa devo ammetterla, sa esattamente come conquistare le persone. Trenta minuti più tardi, dopo tre fette di torta di mele, un caffè e svariati cioccolatini, tutti i presenti pendevano dalle sue labbra e quando chiese se poteva mostrare delle foto di una mappa a Paolo e Filippo perché aveva bisogno del loro aiuto, le mie sorelle acconsentirono senza problemi, ringraziandola per essere così gentile da voler chiedere un parere ai ragazzi. Così, ci ritrovammo tutti e quattro in casa mia a fissare tutte le foto stampate da Valentina, cercando di capire di cosa si trattasse.
In cima al foglio, una scritta in stampatello con dei caratteri ormai sbiaditi, ci guarda con aria di sfida.
CLAUSURA, FIN CHE S'APRA
CLÔTURE, JUSQU’A CE QU’ELLE S’OUVRE
SILENTIUM, FIN CHE PARLI
SILENCE, JUSQU’A CE QU’ELLE PARLE
Sotto la scritta il disegno della piantina di una casa, solo una stanza ha al suo interno un nome. Sala delle Cheli. Sotto la piantina un'altra frase:
Cerca la scritta sul carapace che morì per un'indigestione di tuberose
Filippo e Paolo dopo pochi minuti agitatissimi iniziano a raccontare il segreto di quello strano messaggio.
“Il Vittoriale degli Italiani.”“La scritta 'Clausura, fin che s'apra – Silentium, fin che parli' è incisa sopra il portone d'ingresso della casa di D'Annunzio.”“Dobbiamo andare nella Stanza delle Cheli, ogni stanza della casa di D'Annunzio ha un nome.”“Il carapace scritto sopra, è la statua in bronzo della tartaruga di D'Annunzio, morì d'indigestione perché mangiò tantissimi fiori delle tuberose.”“Dobbiamo andare al Vittoriale a Gardone e cercare sulla tartaruga una scritta.”“Per entrare nella casa dobbiamo prenotare la visita guidata.”“Ma voi due come sapete tutte queste cose?” chiedo ai ragazzi.“A marzo siamo andati con la scuola in visita al Vittoriale.”“Bravissimi ragazzi, sapevo che potevo contare su di voi. Ah, Gabriele, perché io sono allergica alle noci?” domanda Valentina.“Perché la crostata di noci di mia sorella è immangiabile, non ti conosco ancora bene per infliggerti una tale punizione.”
“Il Vittoriale degli Italiani.”“La scritta 'Clausura, fin che s'apra – Silentium, fin che parli' è incisa sopra il portone d'ingresso della casa di D'Annunzio.”“Dobbiamo andare nella Stanza delle Cheli, ogni stanza della casa di D'Annunzio ha un nome.”“Il carapace scritto sopra, è la statua in bronzo della tartaruga di D'Annunzio, morì d'indigestione perché mangiò tantissimi fiori delle tuberose.”“Dobbiamo andare al Vittoriale a Gardone e cercare sulla tartaruga una scritta.”“Per entrare nella casa dobbiamo prenotare la visita guidata.”“Ma voi due come sapete tutte queste cose?” chiedo ai ragazzi.“A marzo siamo andati con la scuola in visita al Vittoriale.”“Bravissimi ragazzi, sapevo che potevo contare su di voi. Ah, Gabriele, perché io sono allergica alle noci?” domanda Valentina.“Perché la crostata di noci di mia sorella è immangiabile, non ti conosco ancora bene per infliggerti una tale punizione.”
Ci mettiamo tutti a ridere e mentre Valentina ripone le foto nella sua borsa ci accordiamo per una gita istruttiva al Vittoriale per la domenica successiva. La domenica c'è sempre molta gente e sarebbe stato più facile eludere gli sguardi della guida e cercare la scritta sulla tartaruga. Per di più, né io né Valentina eravamo mai stati al Vittoriale e ne avremmo approfittato per ammirare le meraviglie che tanto vengono elencate da chi vi è già stato.
Alle nove precise siamo tutti e quattro davanti alla biglietteria del Vittoriale, non vediamo l'ora di entrare nella casa di D'Annunzio per trovare il messaggio nascosto.
“Mi spiace, il primo orario disponibile per la visita guidata della casa è alle ore 14:30.”“Valentina, puoi fermarti con noi?”“Nessun problema.”“Ok, quattro biglietti per la visita e una cartina illustrata con le indicazioni per seguire l'itinerario esterno alla casa.”
Mentre girovaghiamo nella tenuta io e Valentina restiamo sempre più sbigottiti dalla maestosità del posto, dalle sculture, dai giardini, dalle fontane e all'interno di una struttura, in un'enorme piscina fa bella mostra di sé il MAS 96, un motoscafo antisommergibili usato dal poeta durante la prima guerra mondiale. Il mausoleo che contiene i resti del VATE, così era chiamato D'Annunzio, è a dir poco impressionante. Ma la sorpresa maggiore è vedere la prua di una nave nel grande parco del Vittoriale. Leggendo i cartelli posizionati ai lati della nave, scopriamo che si tratta della prua della nave Puglia, protagonista della Prima guerra mondiale, che venne regalata e montata nei giardini di D'Annunzio tra il 1925 e il 1938.
En nous promenant autour de la maison et dans les alentours, Valentina et moi sommes stupéfaits de la majesté de cet endroit, des sculptures, des jardins, des fontaines et à l’intérieur d’une structure, dans une immense piscine, est exposé en évidence le MAS 96, un hors-bord anti-sous-marin utilisé, par le poète pendant la première guerre mondiale. Le mausolée qui contient la dépouillle du prophète, ainsi été appelé D’Annunzio, est vraiment impressionnant. Mais la plus grande des surprises est de voir la proue d’un bateau dans le grand parc du Vittoriale. En lisant les panneaux situés à coté du bateau, on découvre qu’il s’agit de la proue du bateau Puglia, protagoniste de la première guerre mondiale, offerte et montée dans les jardins de la maison de D’Annunzio entre 1925 et 1938.
“Esibizionista il ragazzo!”“Valentinaaaaaaa, guarda che stai parlando di D'Annunzio. Lui è quello che ha inventato la parola tramezzino, scudetto, fusoliera, vigili del fuoco, Rinascente e molte altre, ha scritto poesie stupende, prosa, tragedie come “La città morta”, “Francesca da Rimini” e tantissimo altro.”“Certo che lo so, a scuola ti tirano matto con la vita e le opere di D'Annunzio. Io però adesso inizio ad avere fame, sono le 12:30.”“Pensavo di vedere subito la casa e uscire verso mezzogiorno, non credevo ci volesse così tanto tempo per poter entrare. Non ho portato niente per fare uno spuntino.”“Zio, se torniamo indietro e risaliamo il sentiero c'è un bar dove possiamo prendere dei panini e delle bibite, ci sono dei tavoli all'esterno e possiamo fermarci per il pranzo.”“Da dove siamo ora ci vogliono quindici o venti minuti per raggiungerlo.”“Ottima idea ragazzi, fateci strada.”
Il bar, situato nella parte più alta di tutto il parco, ti permette una vista mozzafiato della tenuta. Mentre mangiamo studiamo la cartina della casa di D'Annunzio e visto che oltre alla guida saranno presenti altre persone, decidiamo come organizzarci per non farci scoprire mentre controlliamo la scultura della tartaruga.
Finalmente alle 14:30 siamo pronti per entrare ma prima ci dicono di lasciare gli zaini, macchine fotografiche e cellulari all'ingresso. Fortunatamente Valentina al momento di lasciare il cellulare, mostra il distintivo della polizia e chiede di poterlo portare all'interno dicendo che potrebbero chiamarla in qualsiasi momento e deve rendersi reperibile. Promette di non fare foto e di mettere la suoneria sulla vibrazione. Dopo aver chiamato il direttore, consentono a Valentina di portare il cellulare. Entriamo.
La casa è un susseguirsi di stanze, ognuna di queste ha un nome con arredamenti faraonici, oggetti e sculture di ogni tipo arricchiscono gli ambienti e mentre la guida ci racconta la vita del poeta, ci illustra anche la provenienza di molti oggetti presenti. Come avevamo concordato precedentemente noi restiamo tutti e quattro in fondo al gruppo. La prossima stanza è la nostra. Per nostra fortuna i passaggi sono stretti e dobbiamo metterci in fila indiana. Eccoci, ci siamo.
Dans la maison on retrouve une infinité de chambres, chacune a un nom différent et un mobilier pharaonique, des objets et des sculptures enrichissent les salles. La guide nous raconte la vie du poète en même temps qu’elle nous explique la provenance des objets présents. Comme décidé avant, nous restons au fond du groupe. La prochaine salle, c’est la nôtre. Heureusement les passages sont étroits et nous devons nous positionner en file indienne. Nous y sommes.
“Quella che vedete sul tavolo è la tartaruga di D'Annunzio, gli era stata donata dalla Marchesa Luisa Casati Stampa e il suo nome è Cheli. Il carapace o guscio è quello della tartaruga mentre il resto, il corpo, è una scultura in bronzo. La tartaruga morì per indigestione dopo aver mangiato troppe tuberose. Il poeta decise quindi di metterla su questo tavolo come avvertimento per i suoi ospiti, al fine di ricordar loro di non cedere alla gola quando si è a tavola.”
« Celle que vous voyez sur cette table c’est la tortue de D’Annunzio qui lui avait été offerte par la Marquise Luisa Casati Stampa, elle s’appelle tortue Cheli. La carapace est celle de la tortue, par contre le corps est une sculpture en bronze. La tortue est morte pour une indigestion de tubéreuse. Le poète a donc décidé de la mettre sur cette table pour prévenir ses invités de ne pas céder à la gourmandise à table. »
“Forza, tutti in posizione, non abbiamo molto tempo. Appena l'ultimo del gruppo esce dalla porta, iniziamo.”“Zio, fate presto o noteranno la vostra assenza.”“Gabriele, abbiamo un minuto al massimo due, il gruppo dei francesi entrato dopo di noi sarà qui in tre o quattro minuti. Ragazzi, se la guida chiede dove siamo, iniziate a fare domande e distraetela, non permettetele di tornare indietro a cercarci. Se non funziona, Filippo mettiti a tossire sarà il segnale che qualcosa non va. Ok, ci siamo.”“Valentina, vedi qualcosa sul dorso o le zampe della tartaruga?”“Niente, tu hai visto niente?”“Per ora no, mi sa che dobbiamo sollevarla per guardare anche sotto.”“Non mi sembra tanto leggera, speriamo non l'abbiano inchiodata al tavolo.”“Valentina, se le cose si mettono male torna indietro e unisciti al gruppo di francesi, non mi va che rischi il posto di lavoro per quella che potrebbe essere una grandissima bufala.”“Va bene, ma adesso, svelto, solleva questa tartaruga, se non troviamo niente, chiederò ufficialmente al direttore di poter visionare la bestia.”“Forza Valentina, cerca bene, ci deve essere qualcosa.”“Aspetta, all'interno della zampa posteriore destra, sembra ci sia un'incisione. Cavoli, è troppo piccola non riesco a leggere cosa c'è scritto. Aspetta ho un'idea, faccio un paio di foto. Fatto, usciamo da qui e raggiungiamo il gruppo.”“Filippo sta tossendo, la guida deve aver notato la nostra assenza.”“Signori, non potete abbandonare il gruppo, vi prego di allungare il passo e unirvi agli altri.”“Mi scusi, è colpa mia, questa tartaruga è strabiliante, ci siamo fermati perchè volevo ammirarla meglio. Mi scusi ancora, arriviamo subito.”
Ci allontaniamo per andare a recuperare i nostri zaini e la gentil signorina continua a fissarci, speriamo che non chieda agli agenti della sicurezza di controllare le telecamere. Dopo altre due ore trascorse a girovagare tra porticati maestosi, splendide fontane e fiori di mille colori lasciamo il Vittoriale degli Italiani. Mentre ci rechiamo al parcheggio Valentina mi dice che è meglio trovarci in commissariato, è convinta che le foto necessitino di elaborazione al computer per poter leggere l'incisione.
“Mi raccomando, porta i ragazzi.”Ci urla Valentina, prima di sfrecciare davanti ai nostri occhi con la sua splendida moto.
Sono ormai le 18:30 quando raggiungiamo il commissariato, non abbiamo molto tempo per decifrare l'incisione fotografata da Valentina.
“Dalle foto non si capisce niente, se allargo l'immagine si sgrana ed è peggio. Padoan, scarica queste fotografie e vedi se riesci a decifrare la scritta!”
Giovanni Padoan, quarant'anni, veneto, single convinto è il nostro genio informatico, unici amori della sua vita, l'informatica e la Juventus. Veloce come un razzo scarica le foto dal cellulare di Valentina e inizia a pestare sui tasti del pc come un matto.
“Datemi dieci minuti e potrò dirvi cosa c'è scritto.”“Appena sei pronto, stampa le foto e portamele nel mio ufficio. Ragazzi, volete una bibita mentre aspettiamo? Gabriele, ti andrebbe un caffè?”
Entrare nell'ufficio di Valentina, quello che fino a poco tempo prima era stato il mio ufficio, mi fa accelerare le pulsazioni e trovo ancora più strano non sedermi sulla mia sedia ma dall'altro lato della scrivania, come un qualsiasi signor nessuno.
“Gabriele, che ne pensi di tutta questa storia?”“Sinceramente? Potrebbe trattarsi di qualsiasi cosa. Una strana caccia al tesoro, inventata da ragazzini che non sapevano come passare il tempo, magari nell'incisione troviamo scritto: “ci siete cascati come allocchi”. Potrebbe invece trattarsi di qualcosa di serio, una serie d'indizi al fine di farci trovare un tesoro, dei documenti importanti o qualsiasi altra cosa. Credo che al momento aprire un'inchiesta ufficiale sia troppo presto. T'immagini i colleghi di tutta Italia se alla fine troviamo una paperella di gomma con la scritta “grazie di aver giocato con noi”. Per il momento è meglio se proseguiamo le indagini da soli, più avanti vedremo.”“Esattamente quello che penso anch'io. Aspettiamo e vediamo come si evolvono le ricerche.”
Dopo dieci minuti fa il suo ingresso trionfale Padoan con in mano quattro fotografie.
Après dix minutes Padoan fait son entrée triomphale avec quatre photos.
“Ecco capo, questo è il meglio che sono riuscito a fare.”
“Voici cheffe, c’est le mieux que j’ai pu faire”.
Appena appoggia le foto sulla scrivania tutti e quattro ci chiniamo per vedere il risultato.
AFFIDATI AL BARBARESCO
FAIS CONFIANCE AU BARBARESCO
“Ma cosa vuol dire? Che significa affidati al Barbaresco?”“Valentina, non ne ho la più pallida idea.”“Zio, facciamo una ricerca in internet per vedere cos'è il Barbaresco.”“Il Barbaresco è un vino Filippo, ma non capisco cosa voglia dire.”“Non è solo un vino, guarda, in internet dice che c'è un comune italiano in provincia di Cuneo con quel nome; ci sono dei ristoranti che hanno quel nome...”“Paolo, credo che dobbiamo cercare meglio in internet, non possiamo andare fino in provincia di Cuneo vagando per la città senza sapere cosa cercare e nemmeno possiamo recarci in tutti i ristoranti italiani che nel loro nome portano la parola Barbaresco.”
“Ragazzi, vostro zio a ragione, allora facciamo così: in questi giorni ognuno di noi cerca di trovare tutte le informazioni possibili riguardanti la parola Barbaresco, la prima sera che non sono in servizio ci troviamo a casa di vostro zio e mettiamo a confronto i dati che abbiamo raccolto.”
“Les jeunes, votre oncle a raison, voici le plan : pendant ces jours-ci nous essayons de trouver toutes les informations possibles associées au mot Barbaresco, le premier soir, où je ne travaille pas, nous nous retrouvons chez votre oncle et nous comparons les résultats obtenus.
“Perfetto, adesso ragazzi è ora di andare, appena Valentina mi chiamerà per concordare la serata vi avviso.”Load...
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