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Sommaire
Couverture Biographie Carte et Photos 1 IO SONO DAVIDE2 AMIR3 I RACCONTI DI AMIR4 A PRANZO CON AMIR5 IL SEGRETO DI AMIR6 UN NUOVO AMICO PER KURT7 UN FINE SETTIMANA A SORPRESA8 UN NUOVO ARRIVO IN FAMIGLIA9 SI AVVICINA IL NATALE10 NATALE CON I TUOI, PASQUA CON CHI VUOI
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L'estate stava passando velocemente, tra tre settimane la scuola avrebbe riaperto il portone e io, come tutti gli anni passati, dovevo ancora finire i compiti estivi che  ci erano stati assegnati.
Le prime tre settimane di Agosto siamo andati in ferie a Favignana, una bellissima isola della Sicilia. Ovviamente, come per tutte le nostre vacanze, ci siamo andati con il camper, i miei fratelli sono rimasti a casa, loro avevano già organizzato le ferie con i loro amici. Kurt appena aperta la portiera del camper è stato il primo a salire e non c'è stato modo di farlo scendere, quindi è venuto con noi in ferie. I miei genitori adorano fare le vacanze con il camper, dicono che si gode di maggior libertà. Favignana fa parte dell'arcipelago delle Egadi, è un'isola piccolissima, trentasette kilometri quadrati, una montagna divide in due l'isola e in cima ad essa si trova il Forte che venne usato per molti anni come carcere, ma la cosa che più mi è piaciuta  dell'isola è il mare. Mai visto un mare così limpido, con colori che andavano dal verde smeraldo al verde chiaro, dall'azzurro al celeste al blu. Seduto sopra gli scogli  potevo vedere pesci di ogni specie nuotare beati. Tutti i giorni ci recavamo in una cala diversa, la sera andavamo in centro paese per la cena, pasta, pesce, verdure cucinate in cento modi diversi, pizza, focacce, dolci  di ogni tipo, granite e gelati esagerati. Abbiamo visitato l'ex stabilimento Florio con il museo archeologico, all'interno del quale abbiamo potuto ammirare: ancore e barche che venivano utilizzate per la mattanza dei tonni, la tonnara3, la stanza dell'olio dove sono esposte le scatolette dentro le quali veniva inscatolato il tonno, i reparti archeologici preistorici e molto altro. Con l'aliscafo siamo andati a vedere due isolette vicine a Favignana, Marettimo e Levanzo. Bellissime, molto più piccole di Favignana e anche qui il mare era uno spettacolo. Un pomeriggio intero lo passammo in centro paese perchè la mamma doveva comperare i regali per i nonni, parenti e amici. Comprò piatti e brocche in ceramica dipinte a mano, vasetti di tonno rosso, sgombri e pesce spada tutti rigorosamente sott'olio extra vergine d'oliva, borsette in stoffa ricamate a mano, orecchini con piccole pietre intagliate, magliette con stampe originalissime.
Quando non eravamo impegnati per le varie escursioni organizzate dalla mamma, passavamo le nostre giornate al mare, un vero divertimento per me e Kurt, praticamente eravamo sempre in acqua. Kurt non deve aver capito che è un cane di montagna, passava tutto il tempo in acqua cercando di catturare qualche pesce. Il proprietario del campeggio non aveva mai visto un Bovaro del Bernese e conosciuto Kurt se ne innamorò follemente. Dopo averlo visto in acqua rincorrere ogni pesce, un giorno, si è presentato alla nostra piazzola con una piscinetta per bambini  piena d'acqua con dentro un pesce di ben venticinque centimetri tutto per Kurt. Quando eravamo in campeggio Kurt passava tutto il tempo infilando la zampa nella piscinetta per far muovere il pesce.
Lorsque nous n'étions pas pris par les excursions qu'organisait maman, nous passions nos journées à la mer, un réel plaisir pour Kurt et moi, nous étions pratiquement toujours dans l'eau. Il semblerait que Kurt n'ait pas compris qu'il est un chien de  montagne, il passait tout son temps dans l'eau à essayer d'attraper les poissons. Le propriétaire du terrain de camping n'avait jamais vu de Bouvier Bernois et  dès qu'il vit Kurt il en devint fou. Après l'avoir vu courir après les poissons dans l'eau, il vint un jour à notre emplacement avec une petite piscine pour enfants remplie d'eau et, à l'intérieur, un poisson d'environ vingt-cinq centimètres, rien que pour Kurt. Dès que nous étions au terrain de camping, Kurt passait son temps à mettre la patte dans la piscine pour faire bouger le poisson.
Toby, così chiamammo il pesce, sembrava gradire le attenzioni di Kurt e così al momento di tornare a casa venne messo in un contenitore apposito per il trasporto e portato a casa nostra. Ora vive in un acquario di acqua salata posizionato ad un'altezza adatta a Kurt in modo che Kurt possa metterci la zampa e Toby gli si avvicini per giocare. L'unico problema è che Kurt, non solo mette la sua zampa ma gli mette dentro anche le sue crocchette, pezzetti di pane, la pizza, la mela, e qualsiasi altro cibo gli diamo , lui ne porta un pezzetto a Toby, il quale sembra gradire.
In questi giorni mi sono impegnato tantissimo per terminare i compiti estivi, domani arriva Amir dalle ferie. Con tutta la sua famiglia si è recato in Sierra Leone per passare del tempo con le sue nonne e parenti. Negli ultimi anni la situazione in Sierra Leone si è normalizzata anche se la povertà e la mancanza di lavoro affligge il popolo sierraleonese. Queste sono le poche notizie che mi sono state dette da Amir prima di partire, per lui era la prima volta in Sierra Leone. Mi è sembrato molto preoccupato di passare ben tre settimane in quel paese tanto lontano e che lui non riconosceva come suo.
VENERDI' ORE 16:30                                                                                                                      SUONA IL CELLULARE –  INNO DEL  BRESCIA CALCIO – AMIR
“Ciao Davide, partiamo ora da Malpensa, se tutto va bene arriviamo verso le 18:00. Ci vediamo per una pizza da Diego verso le 20?”“Per me va benissimo, aspetta un attimo mia madre sta urlando qualcosa dalla cucina. La mamma dice se venite tutti qui da noi per cena, ha già tutto pronto. Ha detto di chiedere ai tuoi genitori a che ora siete più comodi.”“Davide, la mamma chiede se per le 20:30 può andar bene?”“La mamma ha detto che va benissimo. Allora ci vediamo dopo. Ciao”“Ok, a dopo. Ciao”
ORE 19:30
Come ogni volta che abbiamo ospiti la mamma si trasforma in un generale al fronte, inizia a dare ordini che neppure Giulio Cesare avrebbe potuto fare di meglio.
“Ragazziiiii, vostro padre esce dal lavoro alle 20:00 quindi dovete darmi un piccolo aiuto. Preparate il tavolo sotto il portico, tovaglia, quella con disegnato i papaveri, piatti piani  e fondi, quelli bianchi, quelli per il dolce e le tazzine per il caffè lasciateli sul tavolo in cucina, bicchieri per acqua e vino,  due forchette, un coltello, un cucchiaino da dolce, distribuite il pane lungo tutta la tavola, sale, pepe e peperoncino in polvere, olio e aceto, le bevande le mettete all'ultimo minuto o si scaldano, non fatemi fare brutte figure.”
ORE 20:15
“Ragazziiiiii, portate in tavola l'insalata di pasta, la torta salata, il vitello tonnato, il rosbif, le polpettine di pesce, il piatto con i formaggi, le verdure grigliate, l'insalata e i pomodori, acqua, vino e bibite, non fatemi fare brutte figure.”
ORE 20:25
Il generale passa in rassegna la truppa e il loro operato.
“Perfetto ragazzi, siete stati bravissimi, ricordate: non..”
Non le abbiamo permesso di finire la frase, io e i miei fratelli mettendoci sull'attenti abbiamo urlato:
“NON FATEMI FARE BRUTTE FIGURE”
Poi, scoppiammo tutti a ridere.
Mia madre è decisamente una maniaca del controllo ma probabilmente con quattro uomini, tre  cani, sei galline, un pesce e quattro nonni,  se non avesse tutto sotto controllo non filerebbe tutto liscio.
Sempre attenta ai nostri bisogni, le basta un'occhiata per capire se qualcosa non va, non è mai opprimente, però se abbiamo bisogno, lei molla tutto ed è subito disponibile. Fondamentale per lei la buona educazione, il rispetto verso le persone e l'ambiente, l'aiuto a chi è meno fortunato di noi, non sopporta la falsità e la cattiveria gratuita.
La famiglia di Amir arrivò puntualissima, portarono un regalo per tutti noi,  alcuni oggetti in legno, collanine fatte con semi di frutta e bacche e due bellissime stoffe variopinte. Anche la mamma consegnò loro i regali che avevamo preso a Favignana. Durante la cena si parlò soprattutto del viaggio in Sierra Leone e delle nostre ferie a Favignana. Dopo il dolce, un fantastico tiramisù alle fragole fatto dalla mamma, il papà chiese a tutti di fare silenzio perchè doveva dirci una cosa:
“Sabato 8 Settembre partiamo con il camper e torniamo domenica sera, non fate domande perchè la mamma vuole che sia una sorpresa, quello che posso dirvi è che si tratta di qualcosa di spettacolare, unico, strabiliante, avventuroso e nessuno di voi ha mai visto qualcosa del genere, anzi sono pronto a scommettere che nemmeno immaginate esista una cosa del genere. Non vedo l'ora di partire, adesso però devo stare zitto perchè la mamma mi sta mandando delle occhiatacce, ha paura che parli troppo e sveli il segreto.  Allora chi parte con noi?”
La prima ad alzare la mano, urlando IO, IO, IO fu Aisha, anche i genitori di Amir alzarono la mano, a quel punto dopo esserci scambiati uno sguardo d'intesa, io e Amir alzammo la mano, sia i miei fratelli che i fratelli di Amir dissero di avere già altri impegni e quindi sarebbero rimasti a casa. Solo al ritorno dalla gita scoprimmo che il tutto era stato organizzato con molto anticipo e gli unici allo scuro di tutto eravamo noi tre, io, Amir e Aisha.
Aisha fût la première à lever la main tout en criant MOI, MOI, MOI, les parents d'Amir levèrent la main eux aussi, à ce stade après nous être mis d'accord d'un regard, Amir et moi levâmes la main, mes frères tout comme ceux d'Amir annoncèrent qu'ils avaient d'autres obligations et qu'ils resteraient à la maison. C'est seulement au retour de cette escapade que nous apprîmes que tout avait été organisé à l'avance et que nous étions tous les trois, Amir, Aisha et moi, les seuls à ne pas être au courant.
 Nei giorni successivi io e Amir non parlammo d'altro che del week-end a sorpresa organizzato dalla mamma. Pensammo varie mete, ma continuammo a scartarle in quanto le conoscevamo bene e papà aveva detto: “nemmeno immaginate esista una cosa del genere”. Provammo anche con i nonni, ma fu inutile, muti come pesci. Mentre i giorni passavano, la nostra curiosità aumentava a dismisura, anche perchè mio padre, che in certi momenti è peggio di un bambino, ogni volta che ci incrociava si lasciava sfuggire frasi tipo:
Les jours suivants, Amir et moi n'avons parlé de rien d'autre que de ce week-end surprise organisé par ma mère. Nous avons pensé à diverses destinations que nous écartions au fur et à mesure étant donné que nous les connaissions et que papa avait annoncé: "Vous ne pouvez même pas imaginer qu'une chose pareille puisse exister". Nous avons même essayé d'interroger mes grands-parents mais ce fût peine perdue, muets comme des carpes. A mesure que les jours passaient, notre curiosité ne cessait d'augmenter et ce, également du fait de mon père, parfois  pire qu'un enfant, qui à chaque fois qu'il nous croisait, lâchait des phrases telles que:

“Mai visto una roba così” oppure “Manca poco, vedrete, cose pazzesche” a volte nitriva come un cavallo, se arrivava mia madre diceva “Oh mia Regina, perdona il tuo umile cavaliere.
In altri momenti camminava in modo molto strano, camminava in diagonale o formando una L. Una  sera a cena si è presentato a tavola con una coperta legata intorno al collo, come fosse un mantello, e in testa una corona di carta. Quando mia mamma lo vide dopo averlo osservato per alcuni secondi disse:
“Ok, domani dalle 15:00 alle 16:00 ho un buco in agenda perchè un paziente ha disdetto la seduta, raggiungimi in studio, ne hai bisogno”. 
Mentre tutti ridevamo come matti, mio fratello Massimo fece alcune foto al papà e le pubblicò subito sul gruppo Super Family su WhatsApp. La risposta del nonno non si fece attendere:
 “Ora capite perchè io e la nonna siamo felicissimi che abbia sposato vostra madre. Pensate.... non abbiamo nemmeno dovuto pagarla affinchè  lo sposasse.”
I miei nonni paterni adorano mia madre, i miei genitori sono entrambi figli unici, ma mentre mio padre arriva da una famiglia benestante e come dice il nonno: “è sempre stato un ragazzino viziato”,  mia madre,  figlia di operai, fin da piccola ha dovuto imparare il valore dei soldi, fin dalle scuole superiori ha sempre fatto piccoli lavoretti per potersi comperare i jeans all' ultima moda, un  profumo, un rossetto o altre cosette senza incidere troppo sul bilancio familiare. Comunque mio padre non era un ragazzino viziato, semplicemente  studiava e basta, non aveva la necessità di un lavoro per comperare cose senza pesare sul bilancio familiare. In più, se proprio devo dirla tutta, il nonno è sempre stato un pochino taccagno.
VENERDI' 7 SETTEMBRE – DOMANI E' IL GRAN GIORNO- FINALMENTE!
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