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Sommaire
Couverture Biographie Carte et Photos 1 IO SONO DAVIDE2 AMIR3 I RACCONTI DI AMIR4 A PRANZO CON AMIR5 IL SEGRETO DI AMIR6 UN NUOVO AMICO PER KURT7 UN FINE SETTIMANA A SORPRESA8 UN NUOVO ARRIVO IN FAMIGLIA9 SI AVVICINA IL NATALE10 NATALE CON I TUOI, PASQUA CON CHI VUOI
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DOMENICA
La primavera era un'esplosione di colori e profumi, il sole era talmente caldo che mi ero tolto il maglione di lana ed ero rimasto con la polo a mezze maniche. Alle 12:30 precise io, Amir e Kurt sedevamo in un tavolo d'angolo nel giardino all'aperto del bar, in questo modo potevamo chiacchierare indisturbati e Kurt non poteva avvicinarsi agli altri clienti mendicando cibo.
“Ciao ragazzi, cosa vi porto?”“Io un panino con l'hamburger, formaggio, pomodoro, insalata, bacon, e maionese, coca cola e anche patatine fritte.”“Io un panino ciabatta con prosciutto crudo di Parma, mozzarella di bufala, pomodoro, insalata, maionese, coca cola e anch'io patatine fritte.”“Vi porto il ketchup, la maionese e la salsa tartara per le patatine?”“Perfettissimo Diego.”“Ok, dieci minuti e vi porto tutto.”
Appena Diego se n'è andato...
“Amir, ma i musulmani non mangiano carne di maiale.”“Lo so.”“Ma tu hai preso il prosciutto crudo, guarda che è maiale.”“Lo so. Ma io non sono musulmano, sono cristiano.”“Ma tu sei di origine africana, pensavo fossi musulmano.”“I miei genitori sono nati e cresciuti in Sierra Leone, in una piccola cittadina, e sono di religione cristiana. In Sierra Leone la religione più praticata è l'islam, poi c'è la religione cristiana e poi ci sono altre religioni, ma non sono in molti a praticarle. Papà e mamma in seguito a quanto accaduto in Sierra Leone non sono più tanto credenti, però, hanno insistito  affinchè noi ricevessimo i sacramenti e frequentassimo la parrocchia.”“Ma cosa è successo in Sierra Leone.”“Hai mai sentito parlare dei bambini soldato? O del R.U.F.  Fronte Rivoluzionario Unito?”“I bambini soldato sì, ma non so esattamente cosa facessero. Il R.U.F, non l'ho mai sentito.”
Erano arrivati i panini.
“Davide, adesso mangiamo e dopo ti racconto.”“Ok.”
Mentre mangiavamo, si è parlato della scuola, di calcio, di ragazze, di Kurt, dei miei videogiochi, dei nostri fratelli, dei suoi libri, e di altre cose che possono riguardare due adolescenti.
“Amir, adesso mi racconti  cosa è successo in Sierra Leone?”“Ti dico quello che i miei genitori ci hanno raccontato.”
“Negli anni 90, bambini dell'età compresa tra i 10 e i 15 anni venivano rapiti e portati nella giungla, qui venivano convinti che dovevano combattere per liberare il loro paese, per  impadronirsi delle miniere di diamanti. Venivano obbligati a lavorare nelle miniere, a  cucinare per i rivoluzionari e molto altro. Se si ribellavano, venivano torturati, drogati,   stuprati, alcuni sono stati uccisi. Erano tantissimi, avevano imparato ad uccidere e lo facevano, usavano il machete, o i kalashnikov, fucili di produzione russa,  uccidevano o  amputavano gli arti a chi non obbediva a chi non lavorava nelle loro miniere, amputavano gli arti a chi si ribellava, interi villaggi o città venivano saccheggiati, i bambini venivano rapiti mentre gli adulti o venivano uccisi o venivano amputati di braccia o mani. Il R.U.F. era un’armata di adolescenti che  ha terrorizzato il paese per circa dieci anni.
Au cours des années 90, des enfants âgés de 10 à 15 ans étaient enlevés et envoyés dans la jungle, là on les endoctrinait afin qu'ils combattent pour libérer leur pays et prennent possession des mines de diamants. On les obligeait à travailler dans les mines, à cuisiner pour les révolutionnaires et beaucoup d'autres choses. S'ils se rebellaient, ils étaient torturés, drogués, violés, certains ont même été tués. Ils étaient très nombreux, on leur a appris à tuer et ils le faisaient, ils utilisaient la machette, ou les Kalashnikov, des fusils de fabrication russe, ils tuaient ou amputaient des membres les personnes qui n'obéissaient pas, qui ne travaillaient pas dans leurs mines, ils amputaient ceux qui se rebellaient, des villages entiers et des villes ont été saccagés, ils enlevaient les enfants tandis que les adultes étaient soit tués soit amputés des bras ou des mains. Le RUF était une armée d'adolescents qui a terrorisé le pays pendant pratiquement dix ans.
Una sera sono  arrivati nella piccola cittadina dove abitavano i miei genitori, erano fidanzati e si sarebbero sposati dopo qualche mese. E' stato un massacro, i miei erano riusciti a scappare fuori dalla   città con i miei nonni. I nonni hanno convinto mamma e papà a lasciare la Sierra Leone, hanno dato loro tutti i soldi che avevano, i nomi di alcune persone da cui andare, e due giorni dopo con poco o niente sono partiti. Non è stato facile, c'è voluto un mese prima di raggiungere l'Italia, il padre di mio padre gli aveva dato una lettera da portare ad un suo  amico che già viveva qui in Italia. Lui si sarebbe occupato di loro. Dopo un mese che vivevano qui in Italia, sono venuti a sapere che i nonni erano stati uccisi poco dopo la loro  partenza, alla madre di mia mamma era stato amputato un braccio, mentre a quella di mio padre entrambe le mani. Ecco perchè i miei genitori non sono più tanto credenti, mio padre ogni volta che racconta questa storia, e ti assicuro che lo fa spesso perchè sostiene che non si deve dimenticare  per non rifare gli stessi  errori, continua a ripetere :“Ma come può un Dio tanto buono aver permesso tutto questo. Forse Dio non esiste. Forse   Dio è un'invenzione degli uomini. Poter chiedere aiuto ad un essere superiore quando la vita è difficile allevia il tuo dolore.”
Dopo un  lungo sospiro,  Amir riprese a parlare.
“Forse, forse, forse,  Mio papà ha tanti forse nella sua testa e questo lo fa dubitare. Se vuoi saperne di più e spiegato meglio,  puoi venire a casa mia una sera dopo cena e ti faccio raccontare tutto da mio papà.”“Cavoloooo, è tutto così terrificante. Non conoscevo tutti questi particolari.  Sì, voglio sentire tutta la storia da tuo padre. Fammi sapere quando  può raccontarmela."
"Ok. "
Io e Amir restammo in silenzio per parecchio tempo, fu lui a rompere il silenzio.
“Davide, andiamo al parchetto, dobbiamo insegnare a Kurt a lasciare la pallina.”
Quel giorno Kurt non imparò a lasciare la pallina, ci vollero altri otto giorni, ma alla fine  imparò a lasciare la pallina. Sinceramente non avrei mai creduto che quella palla di pelo potesse riuscirci.
Il mercoledì sera fui invitato a casa di Amir per ascoltare i racconti sulla fuga dei suoi genitori dalla Sierra Leone. La casa di Amir non era grande ma molto accogliente, pulita, ordinata e ovunque vi erano manufatti africani. Il padre di Amir, un omone di quasi due metri, aveva un sorriso gentile. La mamma Faraa, anche lei altissima, al contrario di suo marito aveva un corpo snello e il suo sorriso dolcissimo ricordava quello di Amir. Dopo esserci accomodati nel piccolo salotto, Babukar  questo è il nome del  padre di Amir, iniziò il racconto.  Se quanto raccontatomi da Amir era stato terrificante, il racconto di Babukar fu un vero pugno nello stomaco. 
Gli amici uccisi, i figli di amici  rapiti e marchiati sulla pelle con la sigla R.U.F. usando cocci di vetro o baionette, bambini minacciati con le armi per far sì che uccidessero i loro genitori o amici, bambine di sette, otto, nove anni costrette a prostituirsi, la mancanza di cibo, la poca igiene causa di molte infezioni, il continuo terrore di tutto e di tutti, il lungo viaggio verso l'Italia con mezzi di fortuna per non spendere i pochi soldi che avevano, l'arrivo in Italia e la nuova vita in questo paese sconosciuto di cui non conoscevano la lingua, la fatica per farsi accettare, la ricerca del lavoro, il tutto con il cuore a pezzi e la nostalgia dei propri cari e del proprio paese.
Les amis tués, les enfants des amis enlevés et marqués comme du bétail avec des tessons de verre ou des baïonnettes du sigle RUF, des enfants que l'on menace par les armes afin qu'ils tuent leurs parents ou amis, des petites filles de sept, huit, neuf ans que l'on oblige à se prostituer, le manque de nourriture, le manque d'hygiène qui provoque des maladies, la terreur perpétuelle de tout et de tous, l'interminable voyage vers l'Italie avec des moyens de fortune pour ne pas dépenser le peu d'argent qu'ils avaient, l'arrivée en Italie et la nouvelle vie dans ce pays dont ils ne connaissaient pas la langue, les difficultés pour se faire accepter, la recherche d'un travail, tout ça avec le coeur en morceaux et la nostalgie des êtres chers et du pays.
        Anche la sorellina di Amir si era unita a noi, solo i suoi fratelli non erano presenti.
Nessuno di noi osava parlare, solo la voce di Babukar riempiva la stanza, spesso i nostri occhi si riempivano di lacrime e asciugarli con il dorso della mano ci sembrava fosse l'unico gesto ammissibile al fine di non sembrare irrispettosi nei confronti di quei ricordi strazianti.
Io e Amir continuammo a trovarci al parchetto per le lezioni di Kurt, alla fine di giugno il caldo era insopportabile, ma grazie al fatto che la scuola era finita io e Amir potevamo trovarci anche la sera dopo cena. Ormai io andavo regolarmente a casa sua e lui veniva a casa mia. Eravamo sempre  insieme, sempre tranne il giovedì pomeriggio. I giovedì pomeriggio Amir non è mai venuto al parchetto. Non ho mai chiesto il perchè ad Amir ma la cosa mi incuriosiva molto. Cosa faceva Amir tutti i giovedì pomeriggio? Perchè non mi ha mai detto dove andava il giovedì? Forse doveva occuparsi di sua sorella? Aveva forse un lavoro? Aveva raccontato tutto della sua vita, perchè non ha mai parlato di come trascorreva il giovedì?
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